Il glutine (dal latino “gluten” cioè “colla”), è un complesso di proteine che agisce come un materiale adesivo, tenendo insieme la farina con cui si preparano i prodotti di panificazione. È anche uno dei più diffusi additivi alimentari ed è utilizzato non solo negli alimenti industriali, ma anche nei prodotti per la cura della persona (creme, balsami, ecc).
Il glutine non è una singola molecola: esso è composto da 2 gruppi principali di proteine, le gluteine e le gliadine. Una persona può essere sensibile ad una o all’altra di queste oppure a una delle 12 componenti più piccole della gliadina. Una qualunque di queste potrebbe provocare una reazione di sensibilità che conduce al PROCESSO INFIAMMATORIO. Quando parlo con i miei clienti spiego sempre che esiste un’enorme differenza tra morbo celiaco e sensibilità al glutine. La celiachia è ciò che avviene quando una reazione allergica al glutine provoca danni, in particolare all’intestino tenue: una volta attivati i geni per questa malattia, tale disturbo dura per tutta la vita. La sensibilità non celiaca al glutine è definita come uno stato di accresciuta reattività immunologica in persone che presentano predisposizione genetica e la diagnosi è di esclusione, ossia tutti i classici esami che risultano positivi nella celiachia in questo caso saranno negativi. Inoltre possono essere coinvolti tutti gli organi del corpo e anche il cervello. La qualità collosa del glutine interferisce con la scomposizione e assorbimento dei nutrienti. Così, il cibo mal digerito comporta un residuo pastoso nell’intestino, che allerta il sistema immunitario, con il risultato finale di un attacco contro la parete dell’intestino tenue che determinerà la sindrome di permeabilità intestinale.
I SINTOMI LAMENTATI SONO DOLORE ADDOMINALE, NAUSEA, DIARREA, COSTIPAZIONE E SOFFERENZA ADDOMINALE. Un soggetto che soffre di tale sindrome sarà molto suscettibile a ulteriori intolleranze alimentari in futuro e potrebbe sviluppare anche una malattia autoimmune. Alcune persone, invece, pur non sperimentando segni evidenti di problemi gastrointestinali POTREBBERO SUBIRE UN ATTACCO SILENTE ALTROVE NELL’ORGANISMO, PER ESEMPIO NEL SISTEMA NERVOSO. L’infiammazione è la pietra angolare di molti disturbi cerebrali. Il glutine scatena una cascata infiammatoria, cui segue il rilascio delle cosiddette citochine infiammatorie, che possono attaccare il cervello ed esercitare un forte effetto antagonista su di esso. Inoltre gli anticorpi antigliadina possono legarsi direttamente alle proteine specifiche che si trovano nel cervello e che somigliano alla gliadina presente negli alimenti contenenti glutine: GLI ANTICORPI ANTIGLIADINA NON SONO CAPACI DI DISTINGUERE TRA LE DUE PROTEINE. Considerando questo aspetto, non sorprende se si osservano elevati livelli di citochine nel morbo di Alzheimer, in quello di Parkinson, nella sclerosi multipla e perfino nell’autismo.
La ricerca ha posto in evidenza che alcune persone cui è stata diagnosticata per errore la SLA, hanno una semplice sensibilità al glutine: eliminarlo dalla dieta farà scomparire i sintomi. Ed è bene sottolineare che si possono avere problemi con la funzionalità cerebrale in assenza di qualsiasi problema gastrointestinale.
L’incidenza della sensibilità al glutine nelle popolazioni occidentali è arrivata attualmente al 30% e l’evidenza indica il sistema nervoso come sito primario dei danni del glutine. I sintomi potrebbero essere mal di testa, annebbiamento del cervello, vertigini, depressione, ansia, insonnia, morbo di Alzheimer, Parkinson, schizofrenia, stanchezza, epilessia, disturbo bipolare, sindrome ADHD (di deficit di attenzione e iperattività, tipica dei bambini).
Se soffrite di uno o più di questi sintomi e/o malattie vi consiglio di seguire una dieta che escluda completamente il glutine per almeno 2 mesi: noterete dei miglioramenti notevoli nel vostro stato di salute e di benessere.
Copyright Dott.ssa Stefania D'Alessandro
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